Omaggi ai dipendenti: trattamento fiscale e limiti di deducibilità

Come visto nel precedente articolo dedicato agli omaggi a clienti e fornitori, la disciplina fiscale varia in base alla tipologia di destinatario.

Nel caso in cui i destinatari degli omaggi siano i dipendenti dell’azienda, le regole da considerare sono differenti, sia sul piano delle imposte dirette che su quello della deducibilità.

In linea generale, gli omaggi ai dipendenti rientrano tra le erogazioni liberali e sono considerati parte del reddito da lavoro dipendente, in quanto rappresentano un valore percepito nel periodo d’imposta. Tuttavia, esistono soglie e condizioni che permettono l’esclusione di tali importi dalla base imponibile.

Il valore dei beni e servizi ceduti al dipendente non concorre a formare reddito, e quindi non è soggetto a tassazione, se non supera i 258,23 euro annui. Questo limite è complessivo e si riferisce all’intero periodo d’imposta. Se anche solo una delle erogazioni supera la soglia, l’intero valore diventa imponibile.

Fino al 2027, una disposizione temporanea ha innalzato i limiti di esenzione:

  • a 1.000 euro per tutti i dipendenti;
  • a 2.000 euro nel caso in cui il dipendente abbia figli a carico.

Nel computo rientrano non solo gli omaggi, ma anche eventuali altri fringe benefit (come l’uso promiscuo di auto aziendali o buoni carburante), che concorrono a formare il valore totale.

Per quanto riguarda la deducibilità:

  • per le imprese, gli omaggi ai dipendenti sono deducibili nel limite del 5 per mille delle spese per prestazioni di lavoro dipendente;
  • per i professionisti, la deducibilità è integrale, non essendo soggetta a limiti quantitativi.

È quindi fondamentale, in fase di pianificazione e rendicontazione, tenere conto delle regole specifiche per garantire il corretto trattamento fiscale e sfruttare eventuali vantaggi concessi dal legislatore.

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