Omaggi e fiscalità: cosa sapere in vista delle festività

Con l’avvicinarsi delle festività, torna l’opportunità per imprese e professionisti di omaggiare clienti, fornitori o collaboratori. Ma cosa prevede la normativa fiscale in merito?

Sebbene non esista una definizione specifica nel nostro ordinamento, si considera “omaggio” un bene ceduto senza corrispettivo. Tuttavia, il trattamento fiscale di tali beni dipende da due elementi chiave: il tipo di bene e la natura dell’attività dell’impresa.

Omaggi di beni rientranti nell’attività dell’impresa

Se l’impresa omaggia beni che fanno parte della sua normale attività (es. un negozio di accessori che regala portachiavi), il costo è sempre deducibile e l’IVA è detraibile.

In questi casi è necessaria l’emissione di un documento di trasporto o fattura (immediata o differita), in cui:

  • deve essere indicato che si tratta di un omaggio;
  • deve essere riportato un valore e l’IVA corrispondente (che andrà versata normalmente);
  • può essere indicata la dicitura “IVA su cui non si esercita il diritto di rivalsa” nel caso non si chieda il pagamento al destinatario.

In alternativa, è possibile emettere autofattura, anche cumulativa mensile, a fronte dei documenti di trasporto.

Omaggi di beni non rientranti nell’attività dell’impresa

Se l’impresa decide di omaggiare beni che non rientrano nella sua attività (es. vini o cesti natalizi), il trattamento cambia in base al valore unitario del bene:

  • Fino a 50 euro: costo deducibile, IVA detraibile.
  • Oltre 50 euro: diventa spesa di rappresentanza, deducibile secondo i limiti di legge, ma IVA indetraibile.

In questo caso non è necessario emettere documento di trasporto né fattura, poiché si tratta di operazioni non soggette a IVA.

🔎 Attenzione: il valore di riferimento è quello del singolo bene (es. il cesto nel suo insieme), non dei singoli articoli che lo compongono.

Regole particolari per i professionisti

Per i professionisti, indipendentemente dal valore dell’omaggio, questo è sempre considerato spesa di rappresentanza, deducibile nel limite dell’1% dei compensi percepiti.

Infine, va segnalata una novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2025: a partire dal 2025, le spese di rappresentanza – compresi gli omaggi superiori a 50 euro – saranno deducibili solo se sostenute con mezzi tracciabili.

Potrebbe interessarti anche: