2 Dicembre 2025 La cartella esattoriale: l’incubo di ogni contribuente La cartella “esattoriale” o “di pagamento” è l’atto ufficiale con cui l’Agenzia delle Entrate – Riscossione richiede il versamento di imposte, tributi o contributi non pagati ai vari enti impositori (Agenzia delle Entrate, INPS, Comuni, ecc.). Riceverla può generare ansia e incertezza, ma conoscere i suoi elementi essenziali aiuta a evitare reazioni istintive e affrontare la situazione con lucidità. Modalità di notifica La cartella può essere notificata: tramite posta elettronica certificata (PEC); di persona, da ufficiali della riscossione o da messi notificatori autorizzati; via raccomandata A/R. È importante sapere che ignorare la raccomandata o rifiutarne il ritiro non impedisce che la notifica sia valida: la compiuta giacenza e la pubblicazione presso la casa comunale rendono comunque efficace la notifica. Meglio riceverla e analizzarla con attenzione per evitare l’avvio di azioni esecutive. Cosa contiene una cartella esattoriale? La lettura attenta del documento permette di raccogliere informazioni fondamentali: numero identificativo della cartella; sede provinciale dell’Agenzia Riscossione competente; ente creditore; dati anagrafici del contribuente; importo richiesto e motivazione. Come reagire alla notifica Dalla data di notifica, il contribuente ha 60 giorni per: pagare l’importo richiesto; chiedere una rateizzazione: per importi ≤ 120.000 €, è possibile richiedere fino a 84 rate mensili con semplice domanda; fino a 120 rate mensili per chi documenta una situazione di difficoltà economica; per debiti > 120.000 €, la rateizzazione è comunque possibile, ma con obbligo di documentazione. Attenzione: in caso di mancato pagamento di 8 rate anche non consecutive, si decade dal beneficio della dilazione e il debito diventa immediatamente esigibile per l’intero. proporre ricorso, se si ritiene la richiesta non dovuta, entro 60 giorni, con possibilità anche di sospendere l’esecutività della cartella. Conseguenze dell’inerzia In assenza di qualunque azione da parte del contribuente, scaduto il termine dei 60 giorni, l’Agenzia della Riscossione può attivare: Procedure cautelari, come: fermo amministrativo su veicoli (per debiti > 800 €), preceduto da preavviso con 30 giorni per regolarizzare; ipoteca su immobili, per debiti ≥ 20.000 €, anche in questo caso preceduta da preavviso. Procedure esecutive, che comprendono: pignoramento del conto corrente: la banca blocca le somme presenti e successive; pignoramento dello stipendio o pensione, con trattenute dirette calcolate in base all’importo; pignoramento immobiliare, per debiti > 20.000 €, ma con tutela della prima casa se è l’unico immobile, adibito ad abitazione principale e il debito è < 120.000 €
16 Ottobre 2026 Decreto Omnibus: come cambia la detrazione IVA delle fatture a cavallo d’anno Scopri di più
18 Settembre 2026 Decreto Omnibus: cambia il termine per la detrazione dell’IVA a credito Scopri di più
21 Agosto 2026 Concordato Preventivo Biennale: le novità introdotte dal decreto correttivo Scopri di più
31 Luglio 2026 Iperammortamenti 2026: aperta la piattaforma GSE per accedere all’agevolazione Scopri di più
27 Luglio 2026 Operazioni di permuta: cambia la determinazione della base imponibile dal 2026 Scopri di più
15 Maggio 2026 Obbligo di informativa sulle erogazioni pubbliche: cosa devono fare imprese e associazioni Scopri di più